lasciar andare

Si può vivere un’esperienza di dolore forte diversa da ciò che nella vita fino a quel momento si è vissuto: si può incontrare la paura di morire.

“La sensazione è sempre più forte e violenta fino a far perdere tutta me stessa; mi frammento, rompo,  … mi dissolvo in molte parti perdendomi ogni volta”.

Alla sensazione di perdita si associano una serie di sintomi che, naturalmente, avvalorano l’idea che la malattia sia mortale e che nulla possa essere più vivibile.

Non c’è attimo di pace e tutto ti ricorda che devi prevenire…

Spesso la parola utilizzata è “combattere”.

Quindi rischiamo di scendere in campo contro noi stessi...

Non ci sono certezze, si deve reggere questa quotidiana guerra senza lamentarsi, senza peccato, ne Dio. Non c’è più nemmeno lui, l’hanno ucciso in guerra, nelle tante guerre.

Poi il corpo vive una tregua e ricorda come folle o sfocata la paura provata a anche solo poche ore prima; la comprensione delle cose si fa nitida, compatta e il senso delle percezioni torna ad avere dei confini.

Negli attacchi di angoscia, la mente e la coscienza, di solito alleate, ti abbandonano e lasciano al corpo tutta la regia. Il cuore cavalca a ritmo nauseabondo e spinge forte sullo stomaco, temendo che possa strapparlo: non c’è terra, ne cielo.

Le parti taglienti entrano nel corpo, trafiggono e poi si sparpagliano nel luogo dove sono, che è un luogo metafisico, senza consistenza, dove mamma, nonna, zia… tutto ciò che compone il teatro interno diventa, esperienza di dolore che torna.

Il rimosso bussa alla porta? Non so se sia Rimosso, è un’esperienza di violenta trasposizione nel mondo dei morti, perché in quel momento, chi prova questo dolore, è morto.

Poi, da quell’esperienza torni in vita. Sei di nuovo VIVO.

Consumato, però, traumatizzato. Sfinito da un attacco violento e paranoicamente volto ad aspettare il prossimo agguato. Non c’è pace e non c’è segnale che aiuti a comprendere, perché in realtà, nell’unica realtà psichica che probabilmente sarebbe sostenibile, l’unico segnale sarebbe il silenzio totale.

Respirare, sedersi e respirare … muovere il corpo e lasciarsi guidare… se il corpo vuole prendere il sopravvento, bisogna dargli il comando. Lasciare alla mente un ruolo marginale, non può più comandare, devi “lasciare andare”.

Ho sentito dire questa frase un’infinità di volte e forse l’ho anche detta io molte volte, ma non è facile capire cosa voglia veramente dire … lasciare andare… cosa?

ed è allora che si può Incontrare la Creatività, la capacità di Pensare ai simboli, ai segni per provare ad avere meno paura di Riconoscersi.

“La tua sofferenza mi interpella, non è sufficiente che io sappia che tu soffri; devo fare o rivelare qualcosa. In una parola, devo Riconoscerla”. (Stanley Cavell)

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Riflessioni sulla Paura della Morte a partire dal saggio "Fissando il Sole" di Irvin D. Yalom